05/01/2012
«LO SCIOPERO DEL 9 GENNAIO E' UNA RISPOSTA DEMOCRATICA AL COMPORTAMENTO DI MARCHIONNE»
Caro direttore, dopo aver attentamente riflettuto mi sono ritrovato d'accordo con la decisione della Fiom di indire lo sciopero, il prossimo 9 gennaio, dei metalmeccanici del gruppo Fiat. È una risposta responsabile, civile e democratica di fronte al comportamento di Sergio Marchionne, il quale finora nella nuova azienda che produce la Panda a Pomigliano, non ha assunto neanche uno dei lavoratori cassintegrati iscritti alla Fiom. Sugli 800 assunti attualmente al lavoro non c'è un solo iscritto alla Fiom. Basti pensare che, al momento del referendum, erano piu di 850 gli iscritti. Sono stati assunti solo alcuni degli ex Fiom che hanno aderito ad altri sindacati; e tra l'altro si prevede che a regime, degli oltre 5.000 dipendenti della vecchia Fiat — che dovrebbero passare alla Newco per la produzione delle (stimate) 230 mila Panda annunciate da Marchionne — potrebbero bastarne la metà. Con franchezza devo dire che trovo incomprensibile il silenzio di deputati e senatori del Pd napoletano, e non di meno mi convince quello di Cisl e Uil, quasi a dare il sospetto che quanto stia avvenendo faccia parte di una trama abilmente tessuta contro la Fiom.
Di fronte ad un dato così evidente e grave, mortificante e discriminatorio, denunciato e comprovato non solo dalla Fiom ma da operai che hanno perfino paura di ritorsioni, Marchionne per primo, e Cisl e Uil dopo, nicchino e non diano alcuna risposta. Mi rifiuto di credere che questi ultimi non sappiano apprezzare il valore dell'unità e dell'autonomia, e non si rendano conto che la loro forza futura dipende dalla capacità di confrontarsi e stare insieme. Ed è amaro far presente che se Fiat non ha chiuso i battenti come inizialmente aveva annunciato, è anche grazie alle lotte della Fiom. Del resto se il giorno 9 lo sciopero si farà ovunque tranne che alla Fiat di Pomigliano sarà una prova irreversibile della discriminazione antisindacale. A sentire gli stessi operai che attualmente stanno lavorando, sembra di stare in caserma, di fronte ad una organizzazione aziendale autoritaria che deve costringere ad una riflessione non solo i sindacati, ma anche al chiesa ed i partiti. Alcuni degli iscritti a Cisl e Uil lamentano una situazione aziendale insostenibile, molto preoccupante che incide non solo sulle condizioni di lavoro ma anche sulla qualità della vita.
Non è questo un segnale che impone a tutti una riflessione? O sono più importanti le divisioni? Il fatto più strano, e non meno preoccupante, è il comportamento di un manager del calibro di Marchionne. Non si spiega infatti il suo feroce accanimento nei confronti dei lavoratori, che fanno vanto di appartenere ad un sindacato che ha fatto la storia del movimento operaio, che si è sempre battuto in prima fila nelle lotte per la libertà e il progresso. Che la Fiom non abbia firmato il nuovo accordo Fiat può essere discutibile, ma da qui a discriminarla in forma razzistica, come fosse un'associazione di sabotatori irresponsabili, non sta né in cielo né in terra. Alla Fiat, da sempre, sono iscritti fior di lavoratori capaci, responsabili, preparati tecnicamente e professionalmente. Ci sono padri e mamme che sono un esempio di vita e di lavoro e che non si tirano indietro se chiamati a fare sacrifici per l'azienda. Ma che siano sacrifici concordati e condivisi e non imposti con la forza del ricatto. Un manager come Marchionne non può assolutamente indossare l'abito del vendicatore nei confronti di lavoratori che hanno la sola colpa di voler tutelare la loro dignità, i loro diritti, il loro futuro.
Andrea America
da Il Corriere Del Mezzogiorno del 05-01-2012
1 - clicca il link: perche-pomigliano-non-ci-sono-operaifiom-incomprensibile-...
DOPO IL MIO ARTICOLO FINALMENTE INTERVENGONO LE SENATRICI DEL PD
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23:05 Scritto da: americaandrea in Lavoro, Politica, sfoghi, Sindacato, Società | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fiom, pomigliano d'arco, fiat, marchionne, fip, andrea america, sciopero fiom | OKNOtizie |
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03/01/2012
LA BEFANA NON SI FERMA A CASA ESPOSITO
Era il 6 Gennaio del 2011, esattamente un anno fa. A pochi metri da casa mia incontrai il mio concittadino Gennaro Esposito, cassintegrato Fiat di Pomigliano, al fianco della moglie e con le tre figliolette al seguito. La più piccola di quattro anni, aveva tra le mani una bambola tutta lacera, la pettinava e canticchiava: “ fai la brava, fai la buona, l’anno prossimo la befana ti porterà una sorellina”. Le altre due bambine di qualche anno più grande scartocciavano caramelle e cioccolatini. Gennaro dopo avermi salutato con un’espressione preoccupata si accostò e mi chiese di dare uno sguardo al giornale che avevo sottobraccio. Senza neanche sfogliarlo e senza leggerlo, me lo riconsegnò e si accostò al mio fianco con gli occhi spenti. Guardandomi esterrefatto mi sussurrò: “Credimi non ce la faccio più, non so dove sbattere la testa per tirare a campare. Oggi mi sento male per non aver potuto regalare un giocattolo alle mie bambine.
Devo ringraziare la signora del piano di sopra che mi ha dato una bambola vecchiotta di sua figlia così ho potuto rimediare un pizzico di felicità per le mie bambine. Spero che questa sia l’ultima volta, e dopo tre anni di cassa integrazione l’anno prossimo sarà tutto finito e riprenderò a lavorare in fabbrica. Magari sarò contento di fare addormentare le bambine dicendo loro che durante la notte verrà la Befana” - . All’improvviso, chissà cosa accadde, con le mani tremanti strinse le mie e scappò via, tant’è che la moglie e le bambine lo rincorsero sotto l’androne del palazzo con le lacrime agli occhi. Era un brav’uomo, uno di quelli senza grilli per la testa, che mangia il lavoro al posto del pane, vederlo in quello stato non me lo sarei mai aspettato. E pensare che è stato da sempre un tipo allegro, che ha distribuito saggezza e ottimismo a tutti, e ha sempre camminato con la schiena dritta.- Da quel sei Gennaio l’ho rivisto nei giorni scorsi, tra Natale e Capodanno, quando mi sono recato a casa sua per fargli gli auguri, e invitarlo a scendere per fare quattro passi insieme, visto che non esce quasi più di casa. Ho provato a rincuorarlo.
Niente da fare. Era abbattuto, sfiduciato, non riusciva a darsi pace. Mi ripeteva in continuazione: “ ti sembra giusto? lavoro da quattordici anni, sono un tecnico apprezzato, ho fatto sempre il mio dovere e non sono stato ancora chiamato a lavorare con la nuova azienda che produce la Panda? Quale reato ho commesso? Quello di essere un tesserato della Fiom? E me lo ripeteva di continuo. Non sapevo cosa rispondere, sono rimasto in silenzio. Da ex sindacalista e uomo di sinistra, in quel momento mi sono sentito piccolo come un pulcino. Avrei proprio voluto vedere al posto mio uno dei tanti politici di destra o di sinistra come si sarebbe comportato. Cosa avrebbe risposto. Nel frattempo la figlioletta di Gennaro con la bambola pulita, pettinata e con l’abitino nuovo, tra le mani rivolta al padre con voce dolce chiedeva: “papà ricordati che la befana mi deve portare la sorellina per questa mia bambola”. Sono andato via con il cuore bombardato. Camminavo senza accorgermene senza sapere che strada facessi e mi sono ritrovato non volendo nel negozio della befana. Ho fornito il nome e l’indirizzo di Gennaro Esposito, cassintegrato Fiat di Pomigliano, padre di tre bambine. Come potrei il giorno 9 Gennaio prossimo non essere allo sciopero Fiom dei metalmeccanici del gruppo Fiat.
Andrea America
Da Il Roma del 05-01-2012
18:08 Scritto da: americaandrea in Lavoro, opinioni, sfoghi, Sindacato | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fiat pomigliano, andrea america, fiom, fip | OKNOtizie |
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29/12/2011
CI ASPETTA UN ANNO DIFFICILE...
Tra qualche giorno daremo l’addio all’anno dello spread, delle borse, delle escort, dei voltagabbana, dei succhiaruote e dei mangiapane a tradimento. Brinderemo all’anno che verrà, ma prepariamoci ad accoglierlo senza mortaretti e senza champagne. Lo scenario che abbiamo davanti infatti non è dei più allegri. C’è poco da festeggiare. Auguriamoci che il 2012 sia un anno di speranza per l’Italia e per i giovani, e non invece l’anno della recessione, della disoccupazione, della disperazione e della miseria. Purtroppo i dati di alcuni istituti di ricerca non lasciano sperare, e forte è il rischio di ritrovarci con un Paese più povero. Guai però se dovessimo rassegnarci e non reagire. Bisogna farlo,dobbiamo farlo e non farci trascinare dallo sconforto o dai soliti interessi di bottega. E non senza avere un’idea,un progetto sul nuovo modello di società. La verità è che il mondo è cambiato, cambierà ancora e il nostro modo di vivere e di pensare non regge più. E’ incompatibile e superato,inadeguato e fuori dai tempi.
Per queste ragioni e per un governo che arranca e non decolla, per una politica che non si rinnova è obbligatorio che tutti, proprio tutti, ad ogni livello, partiti, sindacati, imprenditori, forze economiche e sociali, incomincino a lavorare per la costruzione di un mondo diverso e migliore. Che sia il 2012 l’anno buono nel quale prevale la responsabilità e il bene comune,l’interesse per un mondo amico. Un mondo più giusto,più equo, che ci appassiona,coinvolge ed emoziona. Che riduca le distanze fra ricchezza e povertà,che aiuta quelli dietro a raggiungerci richiede in primo luogo l’abbandono degli egoismi dei tatticismi,dei litigi, delle speculazioni, degli interessi di parte e di bottega. Se non ci poniamo l’obiettivo prioritario del nuovo modello di società, l’anno che verrà rischia di essere ancora più drammatico di quello che si prospetta e a pagarne le conseguenze saranno soprattutto coloro che vivono in condizioni di sofferenza. Probabilmente finiremo col ritrovarci con migliaia di nuove famiglie a fare la fila fuori le mense della Caritas.
Di fronte ad un quadro così incerto e preoccupante c’è perfino chi vuole una nuova stangata, come se non bastassero i tagli e sacrifici che finora ci sono stati imposti. Il fatto vero è che lo spread è ritornato al di sopra dei 500 punti, ed i mercati, che pure avevano salutato con entusiasmo la manovra dei 20 miliardi, sono di nuovo spaventati, e rischiano di vanificare e rendere inutili i sacrifici imposti al Paese. Non a caso la cosiddetta “fase due” del governo Monti, rivolta alla crescita ed allo sviluppo, si scontra con la recessione già in corso, la crisi dell’Europa sullo sfondo, e la mancanza di una proposta complessiva sul futuro dell’Italia. In aggiunta le forze politiche continuano ad essere sorde e cieche e si rendono ridicole con i loro esponenti quando fingono di litigare tra di loro e col governo durante il giorno, e poi di notte vanno insieme a concordare con Monti. Somigliano tanto ai ladri di Pisa. E come se non bastasse il ministro Fornero, quella che “chiagne e ci fotte”, dopo aver portato la pensione a 70 anni, vorrebbe anche abolire l’articolo 18, per dare via libera alle imprese sui licenziamenti.
Non si capisce, invece, cosa aspetta ad intervenire sulle scuole di formazione per dare la possibilità ai lavoratori di imparare un nuovo lavoro, nel mondo del lavoro che cambia. Cosa aspetta a definire i nuovi ammortizzatori sociali ed a procedere alla defiscalizzazione delle imprese nel mezzogiorno. Non c’è dubbio che la nuova situazione economica del Paese rimane grave, e nessuno ha la ricetta ideale per venirne fuori, ma l’augurio è che Monti nel 2012, come prima cosa la smetta di prendersela solo con le famiglie in difficoltà, e faccia pagare le tasse a tutti, non solo ai lavoratori dipendenti. Sarebbe ora che istituisse una tassa sui grandi patrimoni, imponendo a quel 10% dei ricchi che detiene il 50% della ricchezza, nazionale una vera e propria patrimoniale. E assumesse l’impegno di intervenire sul conflitto di interessi. Mi rifiuto di pensare che l’attuale governo voglia salvare l’Italia ed ammazzare gli italiani.
Mi auguro, che il 2012 non sia ancora l’anno dei banchieri, e di una classe politica dirigente che non vuole assolutamente passare la mano. E’ ora che quei politici che hanno fatto il giro delle sette chiese, e coloro che detengono lo scettro di comando ancor prima che nascesse Babbo Natale facessero ritorno a casa. Auguro ai sindacati di superare incomprensioni e difficoltà per ritrovarsi uniti e in lotta, con i lavoratori al fianco,ed in autonomia, contro chiunque mortifica la dignità delle persone, e contro chi non vuole avviare la costruzione di un mondo diverso e migliore.
da Il Roma del 29-12-2011
Andrea America
10:43 Scritto da: americaandrea in opinioni, Società | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: andrea america, mariglianella, napoli, anno difficile | OKNOtizie |
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